guida per le missioni

Egli non triterà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante, finché non abbia fatto trionfare la giustizia.
– Matteo 12:20 –

Dio non spegnerà il lucignolo fumante che sta per estinguersi, ma, al contrario, lo alimenterà fino a farlo diventare una fiamma ardente. Quando le lampade cominciano a spegnersi la luce diviene fioca e cominciano a produrre molto fumo.

In colui che si è convertito da poco, la grazia dimora insieme a molta corruzione. La sua condizione spirituale è simile a quella del lucignolo fumante: in lui vi è una luce molto tenue che illumina molto poco e per di più la presenza del peccato, come un denso fumo, ottenebra il suo cuore. Ci sono diversi gradi di maturità nel corso della vita cristiana. Alcuni credenti possono essere paragonati a bambini, altri a giovani, altri ancora ad adulti. Nel principio la grazia è come “un granello di senape” (Matteo 17:20), ma, passo dopo passo, colui che è una nuova creatura in Cristo cresce fino a raggiungere la piena maturità. Non c’è nulla di più piccolo come la grazia, al suo inizio; allo stesso modo in cui nulla al mondo è più glorioso della stessa grazia giunta a maturità. L’uomo, sebbene sia la più perfetta delle creature, giunge alla perfezione molto lentamente. Sono le più infime creature che, come i funghi o il ricino di Giona, crescono in una notte e, in un istante, svaniscono.

Pietro Bolognesi

Ci accontentiamo di aggettivi. Gli aggettivi sono quelle parti del discorso che qualificano i sostantivi. L’uso sapiente di essi permette di cogliere la qualità della cosa indicata dal sostantivo. E’ un interessante parametro della cultura posseduta. Gesù sapeva usarli.

Nel nostro Paese non sembra si sia in grado d’usare gli aggettivi. Se lo si fa, non lo si sa fare. Nei discorsi e dibattiti sulle questioni religiose, giornalisti, uomini di cultura (?), accademici, politici, si servono del termine “chiesa” senza alcuna specificazione. “La chiesa ritiene…, pensa…, è…”.  Nella mente dei più, il termine “chiesa” evoca, la chiesa cattolica romana. Questo alimenta un clima di nebulosità e superficialità. Come se la chiesa cattolico romana fosse l’unica chiesa o fosse in grado di riassumere sentimenti e convinzioni di tutte le altre chiese. Quando ci si sforza molto, si parla di chiese “diverse dalla cattolica”. E’ il colmo. In molte bocche le chiese non hanno ancora la necessaria dignità per essere nominate! Sembra che vi sia pudore o semplice ignoranza nel servirsi degli aggettivi. La chiesa cattolica sarebbe il metro, le altre vengono prese in considerazione solo commisurandole ad essa.

La recente proposta d'introdurre l'insegnamento dell'Islam nelle scuole italiane ha riportato al centro dell'attenzione il ruolo della scuola nelle politiche di integrazione culturale. Non c'è dubbio che la scuola abbia un'importanza cruciale in questo campo, eppure la soluzione intravista è una risposta sbagliata ad un problema reale. L'Italia è un Paese che, pur essendo uno stato laico, vede una confessione religiosa (quella cattolico-romana) godere di un privilegio iniquo: quello di impartire l'insegnamento della religione cattolica (IRC) nelle scuole pubbliche con insegnanti da essa selezionati ma pagati coi soldi di tutti i contribuenti. Ora, si vorrebbe gravare la scuola statale di un altro insegnamento religioso: quello dell'Islam per favorire l'integrazione degli studenti di famiglie musulmane. Il vizio di fondo dell'IRC, invece di essere risolto, viene esteso ed amplificato ulteriormente. L'ora di Islam è sbagliata come lo è l'IRC per il fatto che la scuola statale non è la sede per impartire l'insegnamento religioso, qualunque esso sia. Questo compito spetta alle famiglie e alle istituzioni religiose preposte. Piuttosto che introdurre un altro insegnamento confessionale, perché non si mette mano all'abolizione dell'IRC e non si lavora per una legge per la libertà religiosa che finalmente introduca nel nostro Paese una legislazione rispettosa di tutte le componenti religiose in un quadro di laicità ed uguaglianza? Solo così ci potrà essere integrazione, anche della minoranza islamica.

Alleanza Evangelica Italiana
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00153 Roma
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Gesù disse: "Ci saranno carestie e terremoti in vari luoghi..." (Matteo 27:7)

Questa ed altre affermazioni sono state esegeticametne torturate e citate ogni volta che gli uomini hanno dovuto riflettere sulla potenza distruttrice degli elementi naturali.

Dopo il terremoto in Abruzzo e le catastrofi provate dal terremoto a Sumatra, da uno tsunami a Samoa e dall'inondazione che ha travolto Giampilieri e Scaletta Zanclea qui in Sicilia, proponiamo ai lettori del sito una riflessione biblica sui "segni dei tempi" scritta dal past. Alan Dunn.

Chi ne volesse delle copie cartacee può richiedercele liberamente.

Per scaricare l'opuscolo cliccate sull'immagine

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