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Le missioni (26) - di Paul David Washer

 

«Voi dunque pregate così: “Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo, anche in terra» (Matteo 6:9-10)

«Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve; chi cerca trova, e sarà aperto a chi bussa» (Matteo 7:7-8)

Quanto esposto fino a questo punto, ha avuto l’obiettivo di illustrare e sottolineare la necessità del missionario di essere saldamente ancorato alle Scritture e le dottrine più importanti della fede cristiana. I lettori sono spesso stati esortati non solo a confidare indubbiamente nella infallibilità delle Scritture, ma anche a fondare la propria vita e il proprio ministero nella convinzione che esse siano sufficienti. Non sono necessari schemi pragmatici, spesso decisamente anti-biblici, né tantomeno delle strategie che spopolano senza freno nell’evangelicalismo occidentale dei giorni nostri e nei suoi sforzi missionari; ciò di cui si ha realmente bisogno è semplicemente di conformare ciascuna attività ai dettami e ai parametri della Parola di Dio.

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Le missioni (25) - di Paul David Washer

 

«Dio dunque, passando sopra i tempi dell'ignoranza, ora comanda agli uomini che tutti, in ogni luogo, si ravvedano, perché ha fissato un giorno, nel quale giudicherà il mondo con giustizia per mezzo dell'uomo ch’egli ha stabilito, e ne ha dato sicura prova a tutti, risuscitandolo dai morti» (Atti 17:30-31)

Il Grande Mandato riguarda la divulgazione della verità di Dio a "ogni tribù, lingua, popolo e nazione"1. In altre parole, si tratta di un'impresa globale. Sarebbe abbastanza difficile se la fede cristiana fosse nazionalista o confinata a un gruppo di persone o a una lingua. Il fatto che cerchi di abbracciare ogni persona e cultura del pianeta porta con sé una serie quasi infinita di complessità e problemi. Questi ostacoli servono a dimostrare ancora una volta che il Grande Mandato sarebbe assolutamente impossibile se non fosse per la fedeltà e la potenza di Dio. Non dobbiamo mai dimenticare questa verità!

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Le missioni (24) - di Paul David Washer

 

«Dio disse a Mosè quando questi stava per costruire il tabernacolo: “Guarda”, disse, “di fare ogni cosa secondo il modello che ti è stato mostrato sul monte”» (Ebrei 8:5)

L’importanza del tabernacolo nella dispensazione dell’Antico Testamento non riceverà mai abbastanza attenzione. La descrizione della sua costruzione occupa sedici capitoli del solo libro dell’Esodo1. Esso occupava il centro geografico fra le tribù di Israele2 3. Esso è anche un’immagine, un tipo della chiesa. A riguardo l’apostolo Paolo scrisse alla chiesa di Corinto: “Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?”4

Alla luce di quanto detto è logico che le istruzioni che Dio diede a Mosè circa la costruzione del tabernacolo includessero severi avvertimenti che gli imponevano di aderire ad ogni dettaglio e gli toglievano ogni licenza di creatività. “Guarda”, Dio avvertì Mosè “di fare ogni cosa secondo il modello che ti è stato mostrato sul monte”.

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Le missioni (23) - di Paul David Washer

 

«Ti scrivo queste cose sperando di venire presto da te, affinché tu sappia, nel caso che dovessi tardare, come bisogna comportarsi nella casa di Dio, che è la chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno della verità». 1 Timoteo 3:15

In questo testo troviamo almeno due verità importanti. La prima è che la chiesa appartiene a Dio ed è di sua proprietà, mentre la seconda riguarda il modo in cui noi ministri dobbiamo comportarci nella “sua casa”.

Sono in pochi, e forse nessuno, quelli che negherebbero coscienziosamente che il proprietario della chiesa sia Dio. Eppure, gli ammonimenti della Scrittura ci indicano che è necessario che questa verità sia costantemente ricordata ai ministri. «Badate dunque a voi stessi e a tutto il gregge in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per pascere la chiesa di Dio, che egli ha acquistata col proprio sangue»1.L’ammonizione paolina, non solo ci insegna che la chiesa appartiene a Dio in modo esclusivo, ma che egli l’ha acquistata al più alto prezzo, ovvero col sangue del suo caro Figlio!

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