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La Pentecoste e noi

paul washer round

Le missioni (29) - di Paul David Washer

 

«Se voi, dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!» (Luca 11:13)

Tutto ciò che abbiamo scritto finora sul giorno della Pentecoste si riduce a una domanda finale: Come si applicano a noi oggi le verità rivelate a Pentecoste? Prima di rispondere a questa domanda, dobbiamo porre un fondamento adeguato.

Completi in Cristo

Si è detto spesso che, camminare nella verità è come camminare su una strada stretta con un fossato da entrambi i lati e che il credente è in costante pericolo di cadere da una parte o dall’altra1. Questo è particolarmente vero per quanto riguarda la dottrina dello Spirito Santo. Da un lato, ci sono coloro che sostengono che già all’atto della conversione, nel credente dimori lo Spirito Santo, per cui egli deve semplicemente camminare per fede in questa verità senza cercare altro. Ci sono altri, invece, che sostengono che il credente sia incompleto finché non è stato battezzato o riempito di Spirito Santo e che tale esperienza deve essere evidenziata da qualche segno o meraviglia. È opinione dell’autore che entrambi i gruppi siano caduti nei fossati opposti.

 

Le Scritture insegnano chiaramente che il credente è completo in Cristo, rigenerato e ripieno dello Spirito Santo. Non c'è alcuna prova scritturale a sostegno della convinzione che una persona possa essere un credente genuino in Cristo e tuttavia mancare dello Spirito. L’apostolo Paolo scrisse: “Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, egli non appartiene a lui”2 e “tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio sono figli di Dio”3.

Il credente è completo in Cristo in quanto è pienamente giustificato davanti a Dio e in esso dimora lo Spirito di Dio. Non esistono cristiani di seconda classe o una categoria superiore di cristiani che sta più in alto degli altri a motivo di qualche conoscenza o esperienza spirituale straordinaria. La nostra condizione, posizione e gloria hanno il loro fondamento in Cristo e nella sua opera espiatoria in nostro favore.

La realtà del nostro bisogno costante

Avendo posto la prima pietra riguardo alla nostra completezza in Cristo, dobbiamo ora porci una domanda molto importante: fino a che punto possiamo identificarci con le molte affermazioni del Nuovo Testamento che descrivono la vita e la potenza dello Spirito nella vita e nel ministero della chiesa primitiva?

Gesù promise ai suoi discepoli che lo Spirito sarebbe sgorgato dal loro seno come fiumi di acqua viva4, e comandò loro di aspettare a Gerusalemme finché non fossero stati rivestiti, o ripieni, di potenza dall’alto5. L’apostolo Paolo dichiarò di operare con la forza di Dio che agiva in lui con potenza6, e che il suo messaggio e la sua predicazione “non consistettero in discorsi persuasivi di sapienza umana, ma in dimostrazione di Spirito e di potenza”7. Infine, Paolo pregò che gli occhi di tutti i credenti potessero essere aperti per vedere l’immensità della potenza di Dio nei loro confronti; una potente efficacia paragonabile alla forza che Dio ha mostrata in Cristo, quando lo risuscitò dai morti8.

Alla luce di questi testi, che si applicano in modo diretto a tutti i credenti di ogni generazione, dobbiamo chiederci seriamente e onestamente: fino a che punto la vita e la potenza dello Spirito si manifestano nella nostra vita e nei nostri ministeri? fino a che punto i testi citati sopra sono realtà presenti nella nostra vita? Come abbiamo già cercato di mostrare, queste grandi promesse non possono essere relegate solo al primo secolo o solo agli apostoli! Esse appartengono alla chiesa, eppure quest’ultima e la gran parte dei suoi ministri non sembrano essere che un debole riflesso di tale vita e potenza. Sappiamo che il problema non riguarda Dio o le sue promesse, pertanto, deve riguardare noi. Qual è la ragione di una tale carenza della potenza dello Spirito anche nel più devoto e impegnato dei servitori di Dio?

Appropriazione

Una delle grandi verità del cristianesimo è che la nostra completezza in Cristo non è motivo di passività, né suggerisce che non sia necessario che noi ci appropriamo di ciò che abbiamo in Cristo. In altre parole, possiamo possedere molte cose in Cristo e tuttavia esse possono non essere delle realtà piene o presenti nella nostra vita. Tutti i credenti possiedono un certo grado di conoscenza di Dio? Sì, ma non dovremmo ricercare tutti quanti una maggiore conoscenza di Dio e desiderare che essa diventi una realtà più presente nella nostra vita?9 Tutti i credenti sono destinatari della grazia? Sì, ma non è forse vero che dobbiamo crescere nella grazia? L’apostolo Pietro non prega forse che la grazia e la pace siano moltiplicate per coloro che credono?10

Come avviene per la conoscenza, la grazia e tanti altri doni di Dio, anche lo Spirito Santo ci è stato dato, e tuttavia, dovremmo cercare costantemente che questo dono diventi una realtà sempre più grande nella nostra vita e che la sua vita e la sua potenza si manifestino in noi in maniera sempre maggiore. In Luca 11:13 Gesù fece una grande promessa alla chiesa:

“Se dunque voi, essendo malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono?”

Intorno al significato e all’applicazione di questo testo si è generata una inutile e grande confusione e grandi dibattiti. Se noi riceviamo lo Spirito Santo al momento della conversione, perché dovremmo chiedere ciò che ci è già stato dato? La risposta è esposta in modo chiaro e potente da Charles Spurgeon in un sermone su Luca 11:11-13:

“Non abbiamo forse sentito qualche tempo fa da alcuni saggi fratelli che non dovremmo mai pregare per lo Spirito? Credo di aver sentito dire spesso: «Noi abbiamo già lo Spirito Santo, e perciò non dobbiamo pregare per riceverlo». Ciò somiglia a quell’altra affermazione di certuni, appartenenti alla stessa fratellanza, per la quale, avendo già ricevuto il perdono del peccato, noi non dobbiamo chiederlo in preghiera. È come se non dovessimo mai pregare per ciò che abbiamo! Se abbiamo la vita, dobbiamo pregare per averla in misura più abbondantemente. Se abbiamo il perdono sotto un certo aspetto, allora dobbiamo chiedere di averlo un senso più pieno; e se abbiamo ricevuto lo Spirito Santo per essere vivificati e salvati, non lo chiederemo per queste cose, ma per l’aiuto in altri ambiti e la sua grazia in altre forme. Adesso io non vado davanti a Dio a chiedere: «Signore, sono un peccatore morto, vivificami per mezzo del tuo Spirito», perché ho fiducia di essere stato già vivificato dal suo Spirito; ma ora, essendo stato vivificato, esclamo: «Signore, fa’ che la vita che mi hai dato non si riduca fino a diventare molto debole, ma dammi del tuo Spirito affinché la vita dentro di me diventi forte e potente, e possa sottomettere tutta la potenza della morte nelle mie membra, affinché io possa manifestare il vigore e l’energia che vengono da te attraverso lo Spirito». Voi che avete lo Spirito, siete le persone giuste per pregare e per poter sperimentare di più le sue ineguagliabili opere e l’influenza della sua grazia, e nella benevola santità della sua presenza, possiate cercare di conoscerlo sempre di più. Vi sia d’incoraggiamento questa verità: che Dio darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono”11.

È importante notare che i ministri del Vangelo riformati, puritani e del passato non interpretavano Luca 11:13 come un riferimento a una singola esperienza successiva alla conversione, ma come una promessa per tutta la vita del credente per incoraggiarlo a gridare continuamente per ottenere manifestazioni sempre più grandi della vita e della potenza dello Spirito. Il tesoro da ricercare in questa promessa non consiste nella manifestazione di “segni e prodigi”, ma nel potere di vivere una vita divina e di essere un testimone di Cristo al mondo. Ashbel Green scrive: “Non si può desiderare incoraggiamento maggiore di quello che troviamo qui, a chiedere con impegno e perseveranza l’influenza e l’aiuto di questo agente onnipotente”12. I seguenti estratti da alcuni dei più noti ministri del passato fanno da sostegno a questa conclusione13.

Jonathan Edwards: “Le Scritture non solo ci guidano e ci incoraggiano, in generale, a pregare per lo Spirito Santo più di ogni altra cosa, ma è la volontà chiaramente rivelata di Dio che la sua chiesa dedichi molto tempo a pregare per la gloriosa effusione dello Spirito degli ultimi giorni e per ciò che sarà compiuto da essa”14.

George Smeaton: “Non si può concepire una teoria più malvagia e fuorviante, né più disonorevole per lo Spirito Santo, del principio secondo cui, siccome lo Spirito è stato versato a Pentecoste, la chiesa non ha alcun bisogno, né alcun mandato, di pregare per delle effusioni dello Spirito di Dio. Al contrario, più la chiesa chiede lo Spirito e lo aspetta, più ne riceve”15.

J. L. Dagg: “Quando i nostri cuori umiliati supplicano Dio che, dalla sovrabbondante ricchezza della sua grazia, ci conceda il suo Santo Spirito, per rinnovarci, santificarci e renderci idonei al suo servizio, le nostre suppliche salgono e sono accettate all’orecchio del Signore degli eserciti”16.

Matthew Henry: “Il dono dello Spirito Santo è qualcosa per cui ognuno di noi è tenuto a pregare ardentemente e costantemente”17.

Thomas Boston: “Perciò sospirate, ansimate e desiderate lo Spirito di Cristo”18.

John Owen: “Questo è il servizio quotidiano dei credenti. Se, quindi, la nostra vita per Dio, o la gioia di quella vita, sono abbondanti, in questo dobbiamo sovrabbondare, chiedendolo al Padre, come fanno i bambini nel chiedere il pane quotidiano ai loro genitori”19.

Richard Sibbes: “Prendete un uomo che ha lo Spirito, sarà pronto a sfidare la morte, il mondo, Satana e tutte le tentazioni. Prendete un uomo che trascura di adoperarsi per accrescere la misura dello Spirito e vedrete quanto sia debole”20.

Thomas Murphy: “Perciò non dovrebbe passare un solo giorno senza che il pastore porti questa richiesta davanti al trono di Dio e lotti affinché lo Spirito Santo scenda e lo battezzi di nuovo, appieno, santificandolo. Mentre supplica con insistenza non dovrebbe mai stancarsi, scoraggiarsi, stufarsi o farlo con tono familiare, perdendo il suo fervore. Nel pregare per l’azione dello Spirito Santo, sta chiedendo a Dio una maggiore santità di vita, una mente più conforme a Cristo, una maggiore somiglianza a Dio, più efficacia con gli uomini, e tutto ciò che come cristiano e ministro di Cristo dovrebbe desiderare”21.

Esortazione conclusiva

Al di sopra di ogni altro bisogno sul campo di missione c'è quello di avere dei missionari attaccati alla sufficienza delle Scritture, che predicano in ogni occasione, favorevole e sfavorevole, che vivono una vita di preghiera e imitano Cristo. Eppure nessuna di queste cose è possibile senza la vita e la potenza dello Spirito. Ogni sfida che affrontiamo e ogni debolezza personale che ci ostacola nel servizio, dovrebbe spingerci a supplicare Dio per una misura maggiore della manifestazione dello Spirito nella nostra vita, della sua potenza e sapienza.

Ai nostri giorni ci sono uomini che insegnano e fanno davvero tante cose ridicole, assurde e pericolose nel nome dello Spirito Santo, ma che non conoscono nulla della sua vera presenza e potenza. Tuttavia, questo non dovrebbe indurci a trascurare lo Spirito, a negare il bisogno che abbiamo di lui o a impedirci di cercare una misura maggiore della sua potenza per un ministero consacrato.

Qualunque sia il ministero che Dio vi ha assegnato sul campo di missione, voi non siete all’altezza del compito. I vostri studi, la vostra intelligenza, la vostra sincerità e dedizione non vi serviranno a nulla senza l’aiuto dello Spirito. Non dimenticate mai che gli Atti degli Apostoli sono in realtà gli Atti dello Spirito compiuti attraverso di loro. È per questa ragione che unisco la mia debole voce alle voci degli uomini che sono stati ricordati in questo articolo e, insieme a loro, vi imploro di supplicare sempre di più Dio per una vita ripiena della potenza dello Spirito. Sia questa la vostra preghiera costante, risoluta, seria e fiduciosa. Come scrisse Thomas Boston: “Sospirate, ansimate e desiderate lo Spirito di Cristo”22.


NOTE

1 Ho sentito questa verità, per la prima volta, anni fa in un sermone di Conrad Murrel. Non ricordo il titolo del sermone, ma non dimenticherò mai la saggezza in esso contenuta. Disse che camminare nella falsità è facile perché la strada è molto larga. Ma camminare nella verità è come camminare sul bordo della lama di un rasoio, e un cristiano può facilmente cadere da una parte o dall’altra. Non so se il pensiero sia nato dal fratello Murrel o se l’abbia sentito da un altro. Il mio scopo è solo quello di dichiarare che il pensiero non ha avuto origine da me.

2 Romani 8:9.

3 Romani 8:14.

4 Giovanni 7:38.

5 Luca 24:49.

6 Colossesi 1:29.

7 1 Corinzi 2:4.

8 Efesini 1:18-20.

9 Osea 6:3 – “Così conosciamo, spingiamoci a conoscere il Signore”.

10 2 Pietro 1:2.

11 Metropolitan Tabernacle Pulpit, vol. 16, p. 620-621.

12 Shorter Catechism, vol. 1, p. 92.

13 Queste citazioni sono state prese in parte dall'eccellente lavoro di Ian Murray Pentecost Today? Tra tutti i libri che sono stati scritti su questo argomento, l’opera di Murray è quella che raccomando di più.

14 Works, Vol. 2, p. 290.

15 The Doctrine of The Holy Spirit, p. 255.

16 Manual of Theology, p. 261.

17 Matthew Henry Commentary, vol. 5, p. 695.

18 Works, vol. 11, p. 168.

19 Works, vol. 2, p. 272.

20 Complete Works, Vol. 5, p. 402.

21 Pastoral Theology, p. 67-68.

22 Works, vol. 11, p. 168.

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