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Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in molte maniere ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, mediante il quale ha pure creato l’universo” (Ebrei 1:1-2).

Tu… fin da bambino hai avuto conoscenza delle sacre Scritture, le quali possono darti la sapienza che conduce alla salvezza mediante la fede in Cristo Gesù. Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona” (2 Timoteo 3:14-17).

La Parola di Dio è l’autorità suprema alla quale tutti gli uomini devono sottomettersi”. Forse condividete questa affermazione. Ma cos’è la Parola di Dio? Dove possiamo trovarla? Come possiamo riconoscerla affinché ci sottomettiamo ad essa?

 

 

Il 18 aprile del 1521, nella città di Worms, al cospetto dell’imperatore Carlo V, Martino Lutero stava davanti ad un funzionario dell’Arcivescovo di Treviri di nome Eck, il quale, dopo avergli mostrati molti dei libri che aveva già pubblicato, gli chiese “di rispondere francamente e senza ambiguità” se li riprovasse insieme agli errori che contenevano. La risposta data da Lutero, fu:

«Poiché la Vostra Maestà e le vostre signorie desiderano una risposta univoca, risponderò senza ambiguità e senza asprezza. A meno che io non sia convinto con la Scrittura e con chiari ragionamenti (poiché non accetto l’autorità di papi e concili che si sono contraddetti l’un l’altro), la mia coscienza è vincolata alla Parola di Dio. Non posso e non voglio ritrattare nulla perché non è giusto né salutare andare contro coscienza. Qui sto saldo. Non posso fare altrimenti. Iddio mi aiuti. Amen».

Appellandosi alla Parola di Dio, Lutero intendeva riferirsi alla Bibbia. La completa sottomissione alla Bibbia e il rifiuto di autorità ad essa esterne è stato definito come il “principio formale” della Riforma Protestante, vale a dire, “ciò che da forma e direzione a tutto ciò che i protestanti affermano”. 

Venticinque anni dopo la storica affermazione di Lutero, l’8 aprile del 1546 il concilio di Trento, reagendo alla dottrina della Scrittura insegnata dai protestanti, rispose affermando, tra le altre cose, “che la Scrittura non può essere considerata l’unica fonte della rivelazione: la Tradizione ne è un complemento vitale”. Ora, a quasi cinquecento anni di distanza, le cose non sono cambiate. Il Catechismo della chiesa Cattolica pubblicato nel 1992 legittima l’autorità della “tradizione”, come qualcosa di distinto dalla Sacra Scrittura (paragrafo 78) elevandola al medesimo livello (paragrafi 79, 80, 82), dichiara che “la Parola di Dio” risulta costituita da Scrittura e tradizione (paragrafo 85) e chiude il cerchio dicendo che l’unico interprete autorizzato della “Parola di Dio” (vale a dire: Bibbia + Tradizione) è il magistero della chiesa.

Diversamente da questa posizione, noi Evangelici, crediamo che la Parola di Dio deve essere ricercata e può essere trovata solo ed esclusivamente nella Bibbia. Ecco perché:

La Bibbia è la Parola di Dio

La Bibbia stessa ci dice che Dio, nel passato, ha parlato in molti modi e in molte maniere agli uomini (Ebrei 1:1). Sogni, visioni, voci dal cielo, o anche la semplice deduzione o la repentina intuizione ottenute mediante la contemplazione o l’osservazione del creato, o di fenomeni naturali sono stati tra i modi mediante i quali degli uomini hanno ricevuto conoscenza divina. Tuttavia, lo stesso passo (Ebrei 1:2-3) ci dice che la perfetta e definitiva rivelazione di Dio è giunta a noi tramite la persona del Figlio, Gesù Cristo.

Inoltre, il Signore Gesù promise ai suoi discepoli che lo Spirito Santo avrebbe ricordato loro tutte le cose che avevano udito da lui (Giovanni 14:26). Questo ci rassicura intorno alla natura degli scritti apostolici che compongono il Nuovo testamento: essi sono “le parole dello Spirito”.


Tutto ciò che ci occorre sapere è chiaramente rivelato nella Bibbia

È vero, la Bibbia non ci dice tutto, ma, in essa è contenuto tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Sappiamo che i Vangeli e gli scritti apostolici non contengono né tutte le parole pronunciate né tutti gli atti compiuti dal Signore Gesù, ma che quelli che vi sono contenuti sono sufficienti per credere ed avere vita (Giovanni 20:30-31) e che, per la provvidenza di Dio, quelli che sono stati preservati e sono giunti fino a noi, hanno un’autorevolezza intrinseca tale da escludere qualunque altro insegnamento che contrasti con essi (Galati 1:8-9; 6:16), poiché l’insegnamento apostolico non è parola d’uomini ma Parola di Dio (1 Tessalonicesi 2:13). Quindi, poiché “ogni Scrittura è ispirata da Dio” (2 Timoteo 3:15-17) crediamo che la Bibbia, essendo la Parola di Dio, è la corte d’appello suprema alla quale ogni altra autorità è subordinata e che essa, da sola, è sufficiente e abbastanza chiara affinché possiamo ottenere “la sapienza che conduce alla salvezza”.

Se voi che avete letto queste poche righe prenderete sul serio e rifletterete un po’ su quanto vi è scritto; se, piuttosto che lasciarvi guidare dal “sentimento”, dalla “saggezza della maggioranza” o dal “così si è sempre fatto” e vorrete prestare ascolto alla Bibbia, che è la Parola di Dio, a questo punto dovreste desiderare di fare di essa il vostro pane quotidiano! Se possedete una Bibbia, cominciate a leggerla pregando che il suo sommo Autore mandi il suo Spirito Santo e illumini le vostre menti e il vostro cuore. Se non la possedete richiedetecene una copia, saremo lieti di donarvela e, se lo vorrete, di aiutarvi a comprendere il suo messaggio di vita e di grazia.

Past. Nazzareno Ulfo

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